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L’idea di proporre agli studenti dei Licei un progetto dedicato ad Ugo Betti nasce dalla volontà di far conoscere la figura di un poeta, narratore, drammaturgo di origini camerinesi alle nuove generazioni, che rischierebbero altrimenti di essere private di un bagaglio culturale fondamentale per comprendere il tessuto socio-culturale di provenienza e di appartenenza, quanto mai importante in un momento storico come quello attuale in cui siamo forzosamente privati del rapporto con la città.

Ugo Betti mantiene saldo in tutta la sua produzione, o sarebbe meglio dire nel corso della sua vita, un intimo legame con la sua città, fatto di ricordi che si stemperano in suoni, colori, profumi, sensazioni. Proprio al rapporto tra Ugo Betti e Camerino è dedicato il Progetto che si intitola “Ugo Betti e la città d’oro”, come lui stesso ebbe modo di definirla in più occasioni. Tra i primi testi scritti all’inizio della sua collaborazione con la “Gazzetta del popolo” nel 1932 compare un articolo intitolato proprio a Camerino (pubblicato poi anche in “L’Appennino Camerte” del 25 agosto del 1934), affettuoso tributo alla città ducale, esempio di prosa raffinata, ma soprattutto testimonianza di profonda sensibilità nel descrivere e nell’interpretare l’atmosfera sognante della sua città d’oro: “La si vede quasi con meraviglia, uscendo dai monti, sul cucuzzolo d’un colle eminente, isolato. Dove l’occhio s’aspetterebbe di trovare un gruppo di pecore o un ciuffo d’alberi, si vede sorgere, solitario, una specie di castello con mura molto alte e irregolari…Terminano i campi arati, s’alzano quelle mura silenziose…Un forestiero che salisse tra la nebbia se la troverebbe davanti come un’apparizione. La città non dà confidenze alla campagna, anche il suo profilo lontano esprime un destino di signoria […] Tutta la città, sulla sera, chi la guardi da ponente alta e illuminata al di sopra di tutti gli altri colli già bui, sembra d’oro e somiglia a quella Camerino d’oro che il Patrono della città porta sul palmo in un’antica statua”.

Il progetto si articolerà dunque in una serie di lezioni volte a far conoscere la figura di Ugo Betti (biografia, opere, attività) nel suo legame con la città di Camerino, e all’approfondimento di alcuni temi presenti nella sua produzione: la guerra, la solidarietà, la religione, la sofferenza, il bene e il male, il destino, la giustizia. Il progetto prevede anche alcune lezioni tenute dalla Prof.ssa Carla Carotenuto, docente dell’Università degli Studi di Macerata, che si è dedicata soprattutto allo studio della produzione novellistica curando insieme ad Alfredo Luzi l’edizione critica delle Novelle edite e rare (2001). Ad arricchire il progetto ci sarà una mostra fotografica di Paolo Verdarelli, dal titolo “La città d’oro”, con un chiaro riferimento a Camerino e a Ugo Betti, che sarà allestita dal 21 gennaio nei locali del polo scolastico sede del nostro Liceo.

Prof.ssa Angela Amici

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