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La lezione sulle argomentazioni del prof. Francesco Orilia (Università degli Studi di Macerata) – tenutasi presso i Licei “Costanza Varano” di Camerino nell’ambito dei giovedì culturali il 16 novembre scorso – ha riscosso un buon successo di pubblico, grazie alla partecipazione di numerosi studenti e docenti. Il tema della lezione (“buoni argomenti: ragioniamoci su”) è stato approfondito da diversi punti di vista e, soprattutto, dal punto di vista logico e da quello etico. Orilia ha iniziato la lezione definendo le conoscenze come credenze vere e giustificate. Ammettere che esista la verità, pertanto, sembra essere una condizione necessaria per poter conoscere. Viceversa, se non si crede nella verità, la conoscenza diventa un’impresa volta al fallimento. In questo senso, Orilia si è confrontato brevemente anche con le tesi del cosiddetto “pensiero debole”, per il quale non è opportuno parlare di “verità” in senso assoluto. Credere nella verità non significa però assumere un atteggiamento intellettualmente arrogante. In effetti, la verità deve essere distinta dalla certezza, cioè dalla consapevolezza soggettiva di conoscere la verità.

Orilia ha poi richiamato alcuni temi di logica. In primo luogo, si è soffermato sula nozione di validità logica: un’argomentazione è valida allorché, se le sue premesse sono vere, anche la sua conclusione è vera. La validità logica deve essere distinta dalla fondatezza, che si dà nel momento in cui un’argomentazione è valida e contiene premesse vere.
In secondo luogo, Orilia ha distinto le argomentazioni deduttive da quelle induttive. Le prime sono tali che, se le loro premesse sono vere, anche la conclusione è vera. Le seconde, invece, sono tali che, se le loro premesse hanno un’alta probabilità di essere vere, anche la conclusione ha un’alta probabilità di essere vera. In terzo luogo, ha richiamato le fallacie logiche, cioè le forme di cattiva argomentazione.
Da ultimo, Orilia ha discusso un paradosso logico (il paradosso di Newcomb) e ha presentato due problemi etico-giuridici sui quali è opportuno riflettere: la mutilazione genitale femminile e la poligamia.

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