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david firenze

Il 30 ottobre 2018 le classi quarte e quinte dei Licei Scienze Umane e Linguistico si sono recate a Firenze. Nonostante le condizioni meteorologiche non siano state favorevoli, visti i continui scrosci di pioggia, abbiamo avuto vari momenti di sole che ci hanno permesso di visitare la città.

Nel primo mattino, poco dopo l’arrivo, ci siamo recati a “Palazzo Pitti” dove, divisi in diversi gruppi, abbiamo potuto conoscere meglio la storia delle famiglie Pitti e Medici; la guida ci ha illustrato opere del periodo Barocco e rinascimentale: nelle varie stanze vi erano ornamenti d’oro sul soffitto, con affreschi che rispecchiavano completamente la cultura del XVI secolo.

Terminata la visita presso il museo, ci siamo diretti presso la “Galleria dell’Accademia”, nella quale abbiamo potuto ammirare il “David” in tutta la sua grandezza. Successivamente nella gipsoteca presente nell’edificio, dove si trovano le sculture fatte dagli allievi di Michelangelo, abbiamo appreso le metodologie secondo le quali si possono fare determinate opere in marmo.

Nel pomeriggio, ci siamo diretti verso la Cattedrale di Santa Maria del Fiore e la Chiesa di Santa Croce che, per motivi di tempo, abbiamo visto solo dall’esterno.

È stata una giornata apprezzata dagli alunni che, spesso, debbono studiare queste grandi opere unicamente sui libri senza poterne fare esperienza diretta.

Luana Paladini, V A Scienze Umane

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roma

Quando non sai come coniugare lo sport con lo studio, basta fare come le classi 2° del liceo Linguistico e delle Scienze Umane che nel giorno 8 novembre si sono recate a Roma per una lezione di storia in situ, visitando con una coinvolgente guida il foro Romano, il colle Palatino ed il Colosseo. Dopo il pranzo al sacco, consumato in ammirazione dell’Anfiteatro Flavio, parte degli studenti si è cimentata nell’esperienza di guida turistica presentando le colonne traiana e antonina, il Pantheon, l’Ara Pacis ed il Mausoleo di Augusto ai propri compagni.

I ragazzi hanno avuto il tempo di lanciare una monetina nella magica fontana di Trevi e di fare una breve sosta nell’artistica piazza Navona, percorrendo 10 km come veri atleti scortati dal volo dei gabbiani. Grazie a questa uscita hanno potuto approfondire le loro conoscenze riguardanti il programma di storia che stanno affrontando.

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Ecco alcuni scatti della 'Festa delle matricole' del Liceo Linguistico e delle Scienze Umane.

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archivioNoi alunni della classe 1° Liceo delle Scienze Umane il 29 novembre abbiamo effettuato la visita all’Archivio di Stato di Camerino che, dopo mesi di inagibilità, ha finalmente riaperto alcuni dei suoi locali e l’annessa sala studio. Troppo spesso la storia sembra a noi giovani una materia lontana e piuttosto astratta, ma poter osservare da vicino, e a volte toccare con mano, i documenti e i reperti, rende lo studio della disciplina un’esperienza concreta, educativa, anche emotivamente coinvolgente. L'Archivio di Stato di Camerino è ricco di documenti, il più antico risale al 1207. La città nel Medioevo era un centro di fondamentale importanza soprattutto per quanto riguarda la produzione di fibre tessili, la loro lavorazione, la concia delle pelli. Era sede tra l’alto di una numerosa comunità ebraica. Di conseguenza il commercio era quanto mai vitale, anche con i paesi del nord Europa e con l’Oriente. Grazie alla competenza e alla cortesia dell’archivista Daniela Casadidio, abbiamo potuto ammirare vari codici pergamenacei medievali del Fondo Notarile, di rilevante valore storico e in qualche caso anche artistico,, distinti, a seconda del formato in “protocolli”, “vacchette”, “bastardelli” (raccolte di atti notarili di piccola dimensione rilegati in quinterni), recanti spesso la “firma del tabellione”, ovvero un disegno particolare, un  segno di riconoscimento personale apposto dai notai dell’epoca in calce ai loro scritti.

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 museo archeologico

Venerdì 16 novembre noi studenti di terzo e quarto dell'indirizzo di Scienze Umane ci siamo ritrovati nuovamente nell'aula Magna del nostro istituto. Infatti, in occasione della visita al Museo Archeologico dell'Alto Adige che si terrá il 6 e il 7 dicembre e coinvolgerà le nostre classi, la scuola ha organizzato un incontro di preparazione con la professoressa Isolina Marota. La docente dell'Università di Camerino ci ha illustrato con cura i vari aspetti del ritrovamento di "Otzi", noto anche come "Uomo del Similaun" o "uomo dei ghiacci".

Prendendo spunto proprio dal luogo del ritrovamento, quelle Alpi Venoste che segnano il confine con l'Austria, ci siamo inoltrati nella vita di Ötzi ed é stato possibile cogliere tutti i particolari legati al nostro antenato. É affascinante come sia stato possibile, attraverso la scienza, indagare e conoscere gli aspetti generali della sua persona, ad esempio il fatto che fosse un uomo di circa 45 anni e che fosse vissuto nell'Età del rame. Inoltre, tramite lo studio del DNA gli studiosi hanno potuto scoprire il luogo di appartenenza (la zona di Bressanone), il cibo ingerito prima di morire, il gruppo sanguigno o anche particolari davvero impensabili, come il periodo della sua morte (avvenuta probabilmente in primavera) o la sua posizione sociale. Ötzi, infatti, possedeva un'ascia in bronzo, simbolo di grande ricchezza e influenza nel proprio villaggio, tanto che é possibile ricollegare la causa della sua dipartita proprio a questa sua posizione preminente.

Il ritrovamento del corpo, avvenuto nel 1991, ha destato la curiosità di moltissime persone e ha permesso di realizzare notevoli studi a livello scientifico. Infatti i ghiacciai hanno assicurato la conservazione del corpo, che oggi si può ammirare nel Museo Archeologico dell'Alto Adige assieme a modelli, ricostruzioni, immagini e video interattivi.

La professoressa, successivamente, ha completato la presentazione di “Otzi” facendo riferimento ai costi elevati del museo: ad esempio, la temperatura all'interno della stanza  deve essere circa di -6 gradi per assicurare condizioni ottimali di conservazione. Attraverso le descrizioni e le spiegazioni della studiosa é stato possibile accedere ad un mondo totalmente nuovo, ricco di particolari e curiosità riguardo ad un argomento noto a tutti: il ritrovamento dell'uomo di Similaun.

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In occasione della Giornata Nazionale della Psicologia, l’Ordine degli Psicologi delle Marche ha promosso nella nostra scuola “DO YOU PSICO”, un progetto legato alla cultura e al benessere psicologico della persona.

"Cosa fa lo psicologo?": appena entrati nell'Aula Magna dell'istituto, gli organizzatori dell'evento ci hanno rivolto questa domanda. È iniziato così il dibattito su psicologia e insegnamento. Lo Psicologo Dott. Aquilino Calce, Consigliere referente dell’OPM, dopo una breve introduzione sulla nascita della psicologia come scienza, ci ha illustrato i rischi e le conseguenze delle nostre azioni in relazione alla sessualità e all'abuso di alcool o droghe.

Successivamente, con l’aiuto di un collaboratore, lo psicologo ci ha introdotto in una lezione interattiva e coinvolgente, proponendoci quesiti molto attuali. Sullo schermo dell'aula sono state proiettate delle domande a cui abbiamo risposto utilizzando il nostro smartphone. Ogni volta che veniva comunicato il risultato di un quesito, la stanza si riempiva di reazioni contrastanti: da una parte le "urla" di vittoria di chi aveva dato la soluzione corretta, dall'altro i sospiri di coloro che non avevano risposto correttamente. Tutti, comunque, abbiamo atteso ogni volta curiosi ed interessati il momento della spiegazione, cosa che ha reso questo "gioco" un vero e proprio insegnamento e non un'attività "fine a se stessa".

Gli psicologi hanno concluso le attività premiando chi si è distinto per le proprie conoscenze e lasciandoci in generale un grande insegnamento morale: oltre all'importanza di informazione e prevenzione riguardo le tematiche affrontate, altrettanto necessaria è la costante attenzione e il rispetto nei confronti dell'altro.

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In una parete della nostra scuola c’è scritto I CARE: “Me ne importa, mi sta a cuore”. È questa la frase riportata sulla porticina bianca di quella che, un tempo, era la camera di Don Lorenzo Milani, proprio all'interno della piccola struttura che, dal 1956, ha ospitato numerosi ragazzi durante la loro formazione didattica.

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