Contenuto principale

Messaggio di avviso

barbiana2

In una parete della nostra scuola c’è scritto I CARE: “Me ne importa, mi sta a cuore”. È questa la frase riportata sulla porticina bianca di quella che, un tempo, era la camera di Don Lorenzo Milani, proprio all'interno della piccola struttura che, dal 1956, ha ospitato numerosi ragazzi durante la loro formazione didattica.

 

Il signore che ci ha accolto, Piero, ha sempre visto questo posto come una seconda casa. È bastato uno sguardo ai tavoli in legno e alla cartine appese per far riaffiorare in lui un fiume di ricordi e, anche con commozione, è riuscito a farci conoscere un po' meglio l’ambiente di questa scuola alternativa.

Le anonime pareti bianche sono ravvivate da una grande varietà di colori. In particolare, spiccano le cartine realizzate dai ragazzi di Barbiana dopo tante ricerche e i numerosi oggetti che sono riusciti a costruire: un astrolabio, un mappamondo e persino un telescopio.

“Prestate attenzione alle scale, perché non c’è la ringhiera...” così ci ha ammonito il signor Piero mentre scendevamo nell'officina. Parti di motore, utensili e del carbone sono esposti alle pareti: il nostro accompagnatore ci spiega che diversi fabbri erano stati invitati da Don Milani proprio per spiegare ai suoi studenti alcune tecniche di lavorazione del ferro e altri materiali. Nelle giornate più calde c’era anche la possibilità di imparare a nuotare nella piscina, anche questa costruita dai ragazzi.

Proseguiamo il giro entrando nella cappella adiacente per osservare la vetrata a mosaico del “Santo Scolaro” realizzata dagli allievi di don Milani. Il signor Piero ci racconta un simpatico aneddoto a riguardo: arrivati al viso della figura del santo infatti, i ragazzi avevano trovato parecchie difficoltà nel realizzare gli occhi e fu per ciò che Don Milani propose di non metterli affatto, suggerendo di coprire il viso con un libro aperto.

Ancora una volta ci ritroviamo a sorridere per la praticità dimostrata dal maestro e capiamo che in realtà il ripido e faticoso sentiero che abbiamo percorso per arrivare fin quassù, per i ragazzi di Barbiana non rappresentava un ostacolo, poiché in cima c’era un qualcosa di più grande e importante ad attenderli: il divertimento di apprendere qualcosa di nuovo e l’affetto di un maestro che li avrebbe aiutati a crescere.

IV e V Liceo delle Scienze Umane

Condividi su FacebookCondividi su Google PlusCondividi su TwitterCondividi su LinkedIn